Perché disinstallare Whatsapp

Questa è la pagina in cui ti dico perché sto abbandonando Whatsapp e perché è proprio il momento che lo faccia anche tu. Potrei usare argomentazioni emotive, sarebbero le più efficaci ma non le migliori: penso che una scelta di questo tipo prefiguri un cambiamento più ampio del digitale e di come lo usiamo, e non sarà con gli strilli che questo cambiamento avverrà.

Cosa c'è che non va in Whatsapp?

  • È di Facebook. Non bisogna demonizzare in assoluto questa società che fornisce anche servizi utili, se usati con criterio. Tuttavia si tratta di una colosso che guadagna con i nostri dati e soprattutto che si è dimostrata tante volte scorretto o disattento nel gestirli, con gli scandali che tutti conosciamo. Per intenderci, i «dati» sono informazioni grezze su di noi, chi li possiede può usarli per fare tante cose, dal migliorare i servizi che usiamo al riempirci di pubblicità o all'influenzare il nostro voto in politica. Tu ti fideresti di qualcuno così "distratto" nel maneggiarli? E di qualcuno che sa così tante cose su di te? 

  • Non sappiamo cosa fa davvero. Esistono due tipi di applicazioni, le applicazioni FOSS e le applicazioni con licenza proprietaria; ci sono tante differenze fra i due tipi, ma in questo caso ce n'è una importante da conoscere: le applicazioni proprietarie nascondono il proprio codice, ossia le istruzioni con cui funzionano. In questo modo non possiamo sapere davvero come funzionano né tutto quello che fanno. Whatsapp è una di queste; Signal, Telegram e molte altre invece no.

  • Si è adagiata sugli allori. Ormai arrivano poche novità e molto lentamente. In più, tutte le ultime funzioni introdotte in questi anni sono state copiate, soprattutto da Telegram. Pensaci un attimo: i messaggi vocali, le storie, gli sticker, le chiamate o la versione web sono cose che hanno inventato altri. Come se non bastasse molte cose sono state copiate male, riprendiamo come esempio la versione web che funziona solo su un computer e che dipende totalmente dal tuo telefono

  • Non è nata per stare attenta alla privacy. Ci sono applicazioni nate per proteggere la privacy e la sicurezza dei propri utenti, costruite quindi con quell'intento preciso. Whatsapp non è una di queste e, pur avendo deciso di non poter vedere il contenuto dei tuoi messaggi, raccoglie alcune informazioni e le condivide, per esempio con Facebook. È tutto nella loro privacy policy

Quali sono le alternative? 

Ci sono tanti servizi, questi sono quelli più famosi che ho scelto di utilizzare, basta cliccare sul loro nome per scaricarli.

  • Signal, la mia preferita. Usata da attivisti famosi nel mondo della sicurezza online, ha tutte le funzioni della concorrenza pur restando semplice nell'utilizzo, gratuita e con un design molto curato
  • Telegram, che in realtà offre meno garanzie di Signal. Di fatto ci sono alcuni dubbi su questa applicazione che, però, permette di fare tante cose ed è anche l'alternativa più diffusa a Whatsapp. È un passo in avanti, ma non il meglio del meglio. Io consiglio di usarla solo per quelle funzioni che non ci sono altrove

Perché proprio ora?

In realtà abbandonare Whatsapp è una cosa che bisognava fare da tempo, qualcuno ci ha provato subito dopo l'acquisto da parte di Facebook, basta pensare che in quei giorni i rivali videro aumentare i propri utenti. Adesso però ci sono due motivi principali. Prima di tutto per ragioni personali, avendo deciso di voler avere il controllo della tecnologia che uso, e non il contrario. Inoltre, è da tanto tempo che Facebook ha iniziato ad integrare, ovvero a fondere sempre di più, i suoi servizi di maggior successo. A quel punto si sarà costretti a far uso di tutte le funzionalità che la società offre, anche quelle che non vogliamo, come la pubblicità.


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