8159

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Incipit: Objects in mirror are closer than they appear

Da piccolo viaggiavo spesso in macchina, percorrendo una strada che sembrava non accorciarsi mai. Con la testa abbandonata sul margine del finestrino leggevo quel motto che non comprendevo; lo ripetevo nella mia mente fanciulla, scandivo il suono straniero: OBGECT-IN-MIRROR-ARE-CLOSER-TAN-TEI-APPÈAR.

Quelle parole s'imprimevano su un mondo che guardavo di riflesso, mentre si piegava e confondeva, sfuggendo come una linea indistinta. Settimana dopo settimana quelle parole inevitabili coprivano ogni percorso alternativo, ogni uscita, ogni cenno d'autista.

Un giorno, però, la macchina si è fermata, improvvisamente la strada si accorciava, fino ad interrompersi. Capii allora il significato di quella profezia: quel mondo visto sempre un secondo troppo tardi, lontano e inconsistente, ora mi piombava addosso, più vicino di quanto pensassi.


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