All'improvviso arrivo in una scuola Sume

All'improvviso arrivo in una scuola Sumera
un racconto breve di Lucrezia Fumelli

Anche quel giorno era una giornata caldissima, tutti per le strade erano in calzoncini corti e canottiera. Io, mia madre, kio padre e i miei fratelli, stavamo andando al museo sumerico.
Era un grande palazzo tutto decorato con una grande scritta MUSEUM e sotto SUMERICO.
Dentro c'erano molte cose, ma la più impressionante era la macchina del tempo. La guida disse che era rotta, ma io curiosa come sono pigiai un bottone e la macchina mi portò in Mesopotamia.
Dato che a scuola avevamo studiato i sumeri, io sapevo tutto di loro.
Cominciai a camminare, ma era tutto inutile, alla fine mi trovai davanti a un grande palazzo. Pensai che fosse una scuola perchè era tutta gialla con il tetto giallo più scuro molte finestre e si sentiva la gente urlare.
Allora entrai, mi strappai un po di vestiti perchè senno non ero vestita come i sumeri, raccolsi i capelli in un cappello così da sembrare un maschio, perchè le donne non potevano andare a scuola. Entrai in una classe e mi mimetizzai tra gli altri, li tutti avevano nomi strani: Atair, Hammurabi, Anuenki, Emil, Isthar, Utnapishitim e io Pompash, il mio nome falso.
Per scrivere usavamo una matita che aveva da una parte la punta e dall'altra era spianata come una spatola. La tavoletta di cera era liscia come il sederino di un bambino.
Finita la scuola mi trovai un posto per dormire e mi feci un letto con la sabbia.

Il giorno dopo con la scuola siamo andati a un museo non tanto interessante, arrivato al reparto "futuro" trovai la stessa macchina del tempo in quel posto, allora chiesi alla guida cosa era e la guida mi rispose che la avevano trovata ieri nel deserto, quando tutta la classe era nel reparto "passato" io pigiai il bottone e riattraversai il tunnel, e mi ritrovai con la mia famiglia al museo.

Un capolavoro1

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