Amazon, gli eBook e il lato oscuro dei b

Amazon, gli eBook e il "lato oscuro" dei beni digitali

Questo è il primo Natale nel quale non ho regalato (e neppure ricevuto) un libro "di carta". Un libro, tra i vari regali, sino ad ora aveva sempre trovato un posto sotto l'albero di Natale. Il fatto è che da quando possiedo un Kindle (2 anni) non riesco più a concepire la lettura (salvo rare e definite eccezioni) di un libro che non sia veicolato in formato digitale. I vantaggi sono innumerevoli e non è questo il contesto per parlarne, anche se la comodità di lettura, la possibilità di leggerlo su qualsiasi device (o quasi), i costi inferiori (anche se in Italia di poco) e la minore occupazione di spazio per lo stoccaggio (in una casa a librerie strapiene) sono vantaggi intuitivi per tutti.
Un libro è cultura, è comunicazione, informazione ed emozione. Certamente un libro non è l'equivalente in peso della carta con cui è realizzato. O la sua copertina, sia questa cartonata o economica.
Nonostante questa mia predilezione per il bene (libro) in formato digitale, mi sarebbe piaciuto comunque - anche per questo natale - ricevere (e poter regalare) libri digitali.
A partire da questa riflessione provo a riassumere i limiti nella gestione del libro digitale, immaginando di scrivere ad Amazon (il player più grande in questo settore) la mia "lista dei desideri" per il nuovo anno. Possiamo chiamare l'articolo "le 5 domande ad Amazon cui mi piacerebbe avere risposta, prima del prossimo Natale".

  1. Perché non si possono regalare (e ricevere in regalo) eBook tramite la piattaforma Amazon? Sarebbe bellissimo vedersi recapitare il libro con una mail "infiorettata" formato regalo, con il libro allegato o inviato direttamente al proprio device. Per favore non mi si risponda che si può "regalare una carta regalo". Non è la stessa cosa! Come diverso è regalare un libro o dare ad una persona i 20 euro per andarselo a comprare…
  2. Perché non posso "prestare" un libro che ho regolarmente acquistato? Il prestito dei libri (di carta) esiste da sempre ed è un diritto che discende direttamente dalla piena proprietà del bene. La piattaforma digitale può rendere il prestito piacevole e divertente. E anche sicuro. Mai più libri prestati che non "tornano a casa". Con il prestito digitale a scadenza (per 1 mese, 3 mesi o un anno) chi presta si mette al riparo da coloro che (per poca memoria o furbizia intrinseca) non restituiscono i libri prestati. Mancate vendite non è detto. Anzi, potrebbe avere effetto contrario su un pubblico ancora difatto non abituato alla lettura digitale.
  3. Perché si mantiene una forma ambigua sulle licenze d'uso dei beni digitali acquistati? (non solo su Amazon, ma in generale). Il caso Bruce Willis vs. iTunes ha aperto gli occhi a molti. Ad oggi non è ancora chiaro se l'acquisto dei beni digitali su molte piattaforme equivalga o meno al pieno possesso. La mia libreria su Amazon ed iTunes può essere ceduta a terzi? ereditata? donata? Su questi aspetti temo che la questione sia tutta in mano al legislatore. Non possiamo chiedere alle aziende di risolvere da sole questi aspetti. Occorrerà un ampio e condiviso piano legislativo almeno a livello europeo. Nonostante questo mi piacerebbe che Amazon mi dicesse chiaramente nella EULA se sono o meno "proprietario" dei contenuti che acquisto presso di loro. Da Amazon mi aspetto di più, dato che si fanno vanto (non senza ragione) di essere una azienda con una attenzione al cliente unica.
  4. Perché Amazon non supportare il formato ePub? Lo so, esistono decine di metodi per aggirare questo punto. Ma il punto resta. Per dimostrare di essere azienda leader e attenta al consumatore costerebbe poco aggiungere al Kindle il supporto per il formato ePub. Kindle è già leader indiscusso e il miglior device del genere. Unico motivo per cui alcuni gli preferiscono altri eBook reader è proprio il supporto degli ePub.
  5. Un Kindle, qualunque Kindle, non è un oggetto (non solo) ma una piattaforma di servizi. Ecco perché (proprio mentre si inizia a parlare dello Smartphone Amazon) è importante stigmatizzare errori - come quello commesso con Kindle Fire e FireHD - che non devono essere ripetuti. I Kindle Fire e Fire HD nel nostro mercato sono oggetti praticamente inutili (si veda la mia recensione qui). Negli USA questi device sono invece perfetti, ampie finestre su un mercato digitale ricco di contenuti, film in streaming, TV e radio, magazine e serie TV, documentari di pregio. Molti di questi contenuti gratuiti per gli utenti che pagano il canone "Amazon Prime". Questa ricchezza di contenuti risulta del tutto assente nel nostro mercato. Anche a pagamento. La "pochezza" di contenuti multimediali di Amazon è tale da non giustificare (nel nostro mercato) minimamente l'acquisto di questi tablet. Da aziende come Google (e la questione Nexus 4 brucia ancora) ed Amazon è lecito pretendere (date le loro dimensioni globali) più coraggio e volontà nel trattare in modo coerente gli utenti delle varie aree geografiche.

Questi i miei 5 punti della "letterina" ad Amazon per il prossimo Natale. Jeff Bezos, Accetto risposte (anche in privato).

FF

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