Le ultime cose

Diretto da Irene Dionisio
Italia, Svizzera, 2016
Questa storia insolita parte bene, descrivendo lo strano mondo dei banchi dei pegni in una Torino respingente dai colori particolarmente freddi; nello sviluppo non riesce però a dare profondità ai personaggi, il cui buon potenziale drammaturgico non viene purtroppo adeguatamente sfruttato.
★★★ 6

Noroît

Diretto da Jacques Rivette
Francia, 1976
Esteriormente farebbe pensare ad alcuni capolavori di Raul Ruiz girati in quegli stessi anni o di poco successivi ma, se in quelli si viene guidati (e indotti a perdersi) da un lirismo diffuso e surreale, qui è il gioco combinatorio di arti performative d'avanguardia a sorreggere la messa in scena. Teatrale, a tratti sinceramente poetico, ma non il miglior Rivette.
★★★★ 7

Orgy of the dead

Diretto da Stephen C. Apostolof
Stati Uniti, 1965
Il film ha, come unico scopo, assecondare interminabili sequenze di spogliarello, ma le ragioni di una visione oggi sono diverse. Sul piano cinematografico, è interessante confrontarsi con l'esasperante lentezza del girato, la pretestuosità della trama, l'inadeguatezza dei mezzi; sul piano del costume, il confronto è con la naiveté di una blanda trasgressione da drive-in. Simpatico, ma pur sempre di una noia mortale.
★ 2

Cuadecuc, Vampir

Diretto da Pere Portabella
Spagna, 1971
La premessa sperimentale è stimolante e il film si mantiene su un buon livello, con un uso non scontato e poetico del sonoro e di contrasto e saturazione del bianco e nero. Non è un capolavoro e manca qualcosa per farlo uscire da un ambito strettamente sperimentale, ma è superiore al parallelo film ufficiale di Franco e il fascino di Soledad Miranda riesce a essere qui addirittura ipnotico.
★★★★ 7

Le sorelle Macaluso

Diretto da Emma Dante
Italia, 2020
Deprimente, appesantito da simbolismi (l'episodio dei dolci divorati è così scoperto, marcato e prolungato da risultare addirittura stucchevole) che tolgono troppo, troppo tempo al racconto di una storia lunga decenni ma toccata solo per cenni. Buona prova attoriale di tutte le attrici che salva l'onore, non il film: quando l'autorialità pecca di pretenziosità fa immancabilmente danni.
★★ 4

Anita - Ur en tonårsflickas dagbok

BOCCA DI VELLUTO
Diretto da Torgny Wickman
Svezia, Francia, 1973
Superiore alla generale cattiva fama di cui godono i film softcore del periodo e meno gratuito di quanto ci si aspetterebbe. Stellan Skarsgård interpreterà molti anni più tardi Nymphomaniac di Lars Von Trier, film di cui questo potrebbe esser considerato una sorta di archetipo.
★★★ 6

Hikari | 光

RADIANCE
Diretto da Naomi Kawase
Giappone, Francia, 2017.
A partire da uno spunto meta-cinematograficamente alquanto stimolante, la realizzazione di descrizioni audio per spettatori ipovedenti, il film si muove con la lentezza delle nuvole e dei tramonti spesso inquadrati e una compostezza tutta giapponese nel raccontare i sentimenti.
★★★★ 7

Visions of ecstasy

Diretto da Nigel Wingrove
Regno Unito, 1989.
Malgrado la (morbida) lentezza, questo breve film appare come un balletto in 3 scene, di cui 2 sovrapposte in sede di montaggio. Fotografia contrastata, colori saturi accentuano, con echi caravaggeschi, la chiave di lettura erotica di una vicenda sacra, inserendola in un filone che ha per capostipite illustre nientemeno che lo scultore Bernini. Troppo poco lo spazio qui per affrontare un discorso sulla blasfemia.
★★★★ 7

The rendez-vous of déjà-vu, la fille du 14 juillet

Diretto da Antonin Peretjatko
Francia, 2013.
Un frullato citazionista, ma divertente e ben realizzato. Goliardico e romantico allo stesso tempo. Cinema come gioco, si fa voler bene... pas mal.
★★★★ 7

To Rome with love

Diretto da Woody Allen
Stati Uniti/Italia, 2012
Il risultato finale è inferiore alla somma delle sue parti, ma in questo film si trovano comunque alcune delle idee migliori della carriera di Woody Allen, come quella di giocare con stereotipi e modi di dire (locali e universali) facendoli materializzare in vignette surreali (le parti). Sentito omaggio all'Italia del cinema che fu.
★★★ 6

Dona Flor e seus dois maridos

DONNA FLOR E I SUOI DUE MARITI
Diretto da Bruno Barreto
Brasile, 1976.
Ben caratterizzati i diversi personaggi e assai divertente nell'ultima parte. Meravigliosa la protagonista.
★★★★ 7

La belle captive

Diretto da Alain Robbe-Grillet
Francia, 1983
I film di Robbe-Grillet sono giochi intellettuali e meta-artistici più o meno raffinati che possono o meno interessare e risultare stimolanti o noiosi in quanto tali. In questo caso la maggiormente dichiarata derivazione onirica rende paradossalmente più lineare la fruizione e comprensibile l’intreccio rispetto ad altri suoi lavori. Grande cura nella messa in scena.
★★★★ 7

Dr. M

DOCTOR M
Diretto da Claude Chabrol
Italia, Francia, 1990
Funzionano le atmosfere cupe; curiosi gli anacronismi. Interessante l'uso ripetuto di Musorgskij nella versione rock/metal dei Mekong Delta.
★★★ 6

Valerie a týden divů

FANTASIE DI UNA TREDICENNE
VALERIE AND HER WEEK OF WONDERS
Diretto da JAROMIL JIREŠ
Czechoslovakia, 1970
Titolo italiano fuorviante, benché non campato per aria; il titolo originario lo ricollega a un immaginario carrolliano, ormai impregnato di surrealismo e psichedelia: onirico, bizzarro, crudele, sensuale. Bellissimo film.
★★★★ 8

Portrait de la jeune fille en feu

RITRATTO DELLA GIOVANE IN FIAMME
Diretto da Céline Sciamma
Francia, 2019
Con un pittore avremmo avuta una patinata storia di denuncia di classe; c'è invece una pittrice e abbiamo una patinata storia di denuncia di genere. La trama procede senza sorprese fino alla conclusione, seguendo un programma oltremodo didascalico. Cinematograficamente informato, ma di scarsa rilevanza artistica ed è incredibile - ma facilmente spiegabile - il livello di sopravvalutazione raggiunto da questo film.
★★ 4

Flashdance

Diretto da Adrian Lyne
Stati Uniti, 1983
Vicenda e sceneggiatura senza grandi ricercatezze (realismo da favola) come spesso succede nel teatro musicale e nel balletto, dove sono altri gli elementi a decretare la riuscita di un lavoro: la musica e la danza. L'intreccio è stereotipato, ma funzionale al ritmo del film e, parlando di ritmo, grande rilievo hanno qui le musiche di Moroder e le coreografie-videoclip. Iconico. Una stella in più per la protagonista.
★★★★ 7