Monday 25 Mar 2026 at 08:35
March 25, 2026•277 words
Buongiorno coglioni,
come secondo post vi regalo una breve analisi di un sottile errore di punto di vista presente in un breve racconto di Tonino Guerra, celebre per le sue collaborazioni con Fellini. Il libro è meraviglioso, "Il polverone", una raccolta di brevi testi pieni di poesia e di felici intuizioni e con qualche errore.
Leggiamo il breve racconto La ballerina russa
Una ballerina russa che aveva settant'anni e insegnava danza nelle scuole, un giorno fu seguita da un giovanotto colpito dalla sua figura alta e slanciata.
Allora corse fino a casa per non farsi raggiungere e si chiuse ansimante nell'appartamento. La giovane figlia le chiese che cosa le era successo.
"Una cosa straordinaria", rispose la vecchia madre.
"Un ragazzo mi ha seguito e io non volevo che mi vedesse in faccia per non deluderlo con la mia età. Guarda dalla finestra se è ancora giù sul marciapiedi". La figlia andò alla finestra e vide sulla strada un vecchio che guardava in su.
Chiaro errore di prospettiva, cioè di punto di vista.
Sia la voce narrante, sia la vecchia definiscono "giovanotto" l'uomo. La figlia, con i suoi occhi giovani, invece è l'unica che vede in lui il vecchio che realmente è. La vecchia è invece l'unica che possa avere quel bias, vedere nel vecchio un giovanotto.
Dovremmo concludere che la voce narrante è pure quella di un vecchio? Non funziona. La voce narrante in un racconto così breve non può che essere onnisciente, a meno che non sia reso chiaro altrimenti, e una voce onnisciente non può non sapere/vedere/rendersi conto che quello è un vecchio.
Ora siete un po' meno coglioni.
Sucate Omnes