Majakovskij, il caffè, i gatti

Hai bevuto qualche birra in più. La notte dormi male e ti svegli al solito orario, le 6, il solito orario da un anno a questa parte, a volte anche prima, ma non sei stanco, sei elettrico, ti alzi, fai colazione, ti lavi, nel frattempo leggi, ti viene in mente una poesia di Majakovskij che ti porta alle lacrime, metti tutti i panni in lavatrice , la fai partire ed esci, fuori da fresco, ascolti gli slayer nelle cuffie, ti godi il fresco senza doverti sorbire i rumori e i primi vagiti del paesino, hai necessità di stare da solo, ma la solitudine fa male, allora hai bisogno di star male, non si spiega altrimenti, dietro lo schermo e con le cuffie sei protetto dagli altri e dai tuoi pensieri intrusivi, bevi un caffè, due caffè, poi la spesa, il vino per la sera, altrimenti una giornata intera in modalità lucida può atterrarti, non odi nessuno, hai solo bisogno di silenzio, di pace, dei miagolii dei gatti, del silenzio, del silenzio, del silenzio


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