(6) Hyperloop

Questa mattina sono passato all'edicola vicino casa. Tranquilli non ho violato la quarantena. Ho chiesto al giornalaio l'ultimo numero di una rivista che acquisto poche occasioni all'anno. Si tratta di un periodico su vari argomenti, spesso impegnativi. L'edicolante mi ha guardato come se fossi stato un alieno subito dopo avermi risposto con un laconico "Non ce l'ho" mentre era col volto semicoperto da una mascherina color verde speranza sbiadita.
Fino a non molti anni fa i giornalai erano letteralmente seppelliti di quotidiani, riviste, libri e videocassette. Adesso sembrano prigionieri in scatole vuote in attesa di essere chiuse per sempre.
Internet ha cambiato l'editoria e mi è venuto in mente un articolo che ho letto pochi giorni fa in cui uno degli editorialisti del New York Times si diceva preoccupato del grande successo digitale della testata. Sembra strano manifestare preoccupazione per una vittoria. Il NYT ha 5 milioni di abbonati (digitali) e sta divorando la concorrenza. E quando nell'informazione non hai abbastanza concorrenti può essere pericoloso. Pagare per leggere un giornale online? Si e abituatevi a farlo perché ciò che è totalmente finanziato dalla pubblicità è meno attendibile di quello che vi chiede 5 o 10 euro al mese. E poi se come me non siete bravi con l'inglese, il traduttore di Google aiuta molto perché non è più demenziale come una volta.
Per come la vedo io l'accesso alla rete e l'uso compulsivo degli smartphone sta facendo a pezzi il senso critico e la capacità di saper scegliere le giuste fonti. Diciamolo, i telefonini ci stanno facendo rincoglionire tutti o quasi. Leggo con insistenza che questa quarantena è una buona occasione per leggere. Non credo, anzi i molti se ne staranno ore sul divano a strimpellare su Instagram o in interminabili videochiamate su whatsapp ad interrogare il proprio interlocutore sulle vicende personali. Altri sostengono che lo stare a casa (forzatamente aggiungo io) è come un ritorno a casa, in quanto non abbiamo mai abbastanza tempo o il miglior approccio mentale per potercela godere. Tutto vero per carità, ma questa presunta piacevole situazione nel medio termine non compensa l'impossibilità di trascorrere parte del tempo libero in altri luoghi e situazioni. Come la mettiamo se le persone che amiamo non vivono nella nostra stessa casa?
Mentre si discute su quanto ammonterà il debito che dobbiamo fare per sostenere questa disastrosa crisi sanitaria, economica e sociale, ci sono altri che si stanno riorganizzando. Ritengo che il cambiamento più importante sarà un'ulteriore accelerazione della digitalizzazione con conseguenze epocali e potenzialmente più dannose del Covid-19. Usando una metafora, è come salire a bordo di un treno iperveloce che farà capolinea in una società diversa, sorprendente e sconvolgente. Questa figura retorica mi fa venire in mente l'hyperloop di Elon Musk, il treno che viaggiando in un tubo potrà ad esempio farci andare da Milano a Roma in 30 minuti. Però mi chiedo in quanti potranno permettersi di acquistare un biglietto se la società sarà automatizzata? Chissà.

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