Cultura digitale, pensiero critico, natura, riflessioni.
7,326 words

(19) Indovina chi viene a cena?

Lo so che il titolo del post richiama il primo film al cinema in cui un uomo nero e una donna bianca si baciano. Da non confondere con il primo bacio interrazziale in TV avvenuto durante l'episodio di Star Trek 'Umiliati per forza maggiore'.
Sono passati molti anni e ben poco è cambiato, ma non sto alludendo solo al razzismo, quanto alla diffusa idea che occorre agire e pensare secondo schemi preconfezionati. E allora con chi andresti a cena, sempre e comunque con quelli che la pensano come te o con gusti o interessi diversi? Ho cenato con individui interessanti, noiosi, monotematici, simpatici, bugiardi, scostumati, diplomatici (nel senso letterale del termine), omosessuali, etero, cristiani incalliti, atei, esperti di Cyber Security e razzisti. Siccome non sono il tipo che sta zitto di fronte a comportamenti maleducati, discriminatori, o da ignoranti convinti di sapere tutto, è ovvio che certi personaggi si sono guardati bene dall'invitarmi di nuovo a pranzi o cene. Io amo sedermi ad un tavolo e parlare di argomenti diversi, ma viviamo nella società delle apparenze, dell'analfabetismo funzionale e dell'intrattenimento trash; pertanto questa mia caratteristica spesso non suscita molto interesse. Se le conversazioni diventano impegnative rischi di non andare bene o addirittura di essere etichettato come noioso o strano. Dovete capire o immaginare che se vi mettete a parlare di futurismo o chissà che cosa, è inevitabile che una minoranza vi ascolterà con curiosità, ma la maggior parte vi guarderà come una specie di alieno e la prossima volta preferirà uscire con altri per parlare di cose soft o per criticare l'amico dell'amico. Sarà un mio limite ma io non riesco a stare ore in compagnia di persone capaci di discutere del nulla per ore, sarà un mio limite. Chi viene a cena? A noi la scelta.

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(18) La grotta

Secondo Beppe Sala, l'attuale sindaco di Milano, occorre sospendere al più presto lo smart working per tornare nelle sedi di lavoro, altrimenti si rischia l'isolamento casalingo, tipo effetto grotta. Il politico ha poi dovuto aggiustare il tiro asserendo di essere stato mal interpretato. Egli intendeva dire che non bisogna abusare di questo strumento, alternativo al lavoro tradizionale, perché non siamo sufficientemente predisposti. In parte è vero, ma è troppo riduttivo.
Per come la vedo io, il 'lavoro agile' da non confondere con il telelavoro, va a braccetto con il taglio dei costi e la conseguente riduzione di nuovi posti di lavoro. Un'azienda capace di sfruttare al massimo i vantaggi dello smart working, ha realizzato o ha come obiettivi di medio termine: la totale digitalizzazione, lo snellimento dei processi e la riorganizzazione delle attività in tutte le aree. Per far ciò occorrono investimenti ed un personale fatto di dipendenti e collaboratori con grande senso di responsabilità, molto propositivi e con la voglia di sapersi sempre mettere in discussione. Come dice Jeff Bezos, il creatore di Amazon: 'Non aver paura di distruggere te stesso'. Insomma ci vuole un forte cambiamento di mentalità.
Da questo punto di vista non siamo pronti. L'impiegato medio è piuttosto pigro, poco organizzato ed affronta i cambiamenti nel terrore più assoluto. Credo che la digitalizzazione aumenterà le differenze tra i tanti lavoratori sotto qualificati ed i pochi privilegiati, o meglio quelli capaci di saper cavalcare l'onda del cambiamento.

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(17) Cerchie di letame

Ciclicamente si criticano aspramente i gestori dei social network per la loro presunta incapacità di moderare o rimuovere contenuti offensivi, denigratori o illegali. Come al solito non si ha la percezione di cosa vuol dire controllare in tempo reale la quantità gigantesca d'informazioni che circolano in rete. Si può fare tanto ma non è mai abbastanza perché ad ogni foto, post o commento rimosso se ne aggiungono altri cento. C'è tanta prostituzione perché la domanda è alta, ed allo stesso modo c'è molto odio in rete perché migliaia di frustrati, superficiali ed analfabeti funzionali, ogni giorno alimentano questa nuova forma di violenza. Mentre voi cazzeggiate sui social, ci sono centinaia di schiavi che revisionano tutti i post di Facebook contrassegnati dalle intelligenze artificiali come ipoteticamente non conformi alle regole d'uso. Alcuni di questi giovani impiegati hanno tentato il suicidio, sono entrati in paranoia o in depressione; perché non è bello stare ore a leggere o vedere il peggio del peggio. Come disse l'ex dirigente e cofondatore di Facebook, Chamath Palihapitiya: "Ai miei figli non consento di usare quella merda".
Sempre come ha affermato Palihapitiya, i social network stanno modificando negativamente il nostro modo di relazionarci. A tal fine vi descrivo il mio caso personale. Dopo essermi tolto da Facebook la quasi totalità degli amici, che credevo lo fossero anche nella vita reale, sono svaniti nel nulla. Se si organizza un evento per il quale si apre una pagina facebook o un gruppo di chat, il non farne parte ti fa incorrere nel rischio di essere sistematicamente esclusi tra gli invitati. Il click o il tap è diventato uno strumento di marketing potentissimo, ma anche un triste modo di eliminare tutti coloro che non si conformano a questa prassi. Sono convinto che se mi togliessi anche da whatsapp, per altrettante persone io smetterei di esistere. "Ah già tu non sei nel nostro gruppo whatsapp accidenti non sei informato, abbiamo scritto tutto la!!!".
Vi sarò antipatico o fuori moda, ma definisco 'cerchie di letame' i gruppi facebook e whatsapp: luoghi virtuali dove conoscenti, sconosciuti, pseudo amici o parenti sparano sentenze nascosti dietro ad un telefono.

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(16) Saluti dal 2050

Ciao, questo post lo troverai datato 25/06/2020 ma in realtà lo sto scrivendo dal futuro. Qui da me è il 25/06/2050 ed ho 77 anni. Me la cavo ancora piuttosto bene come sportivo e sono pensionato da 2 anni. Eh già nel mio tempo si è abili al lavoro ben oltre i 70, altrimenti non ci sarebbero soldi per pagare le pensioni. Nel vostro tempo ci stavano rompendo le scatole che bisognava impegnarsi tutti a far ripartire l'economia messa in ginocchio dal Covid-19. Nel frattempo il debito 'sovrano' aumentava sempre più, le politiche verdi sono state messe da parte perché le priorità dei pochi erano ben altre, e l'aumento della povertà alimentava movimenti antirazzisti ed antisistema.
Sono passati 30 anni e tante cose sono cambiate con apparenti miglioramenti. Le banche centrali sono state costrette a creare il tanto decantato reddito universale perché l'automazione ed i cambiamenti climatici hanno fatto crescere la povertà a livelli inimmaginabili. Amazon, Alibaba, Facebook, Twitter e Google fanno a gara regalando crediti per l'acquisto di beni essenziali sui loro siti. La gente è drogata d'intrattenimento e social network. La prostituzione online è la principale fonte di reddito di tantissime donne. Lo smart working è abbastanza diffuso, ma in tanti lavorano ancora con strumenti tradizionali. Ah, su Marte non ci siamo ancora andati perchè Space X e la Nasa non sono ancora riusciti a realizzare un progetto sufficientemente affidabile.
I leader politici ed i più importanti uomini d'affari conducono una vita blindata in quanto costantemente esposti agli attacchi terroristici o alla rabbia della popolazione. Al voto si presenta meno del 40% degli aventi diritto. Le normative ecologiche sono dei veri e propri strumenti d'intimidazione, che hanno man forte grazie al movimento dei verdi capeggiato da Greta Thunberg, Presidente del Parlamento Europeo. Ad esempio, chi banalmente non rispetta le regole della raccolta differenziata rischia di essere processato per direttissima da un giudice coadiuvato dall'intelligenza artificiale. Due settimane fa sono stato condannato a 3 mesi di lavori socialmente utili perché distrattamente avevo buttato una bottiglia di vetro nel bidone della plastica biodegradabile ed il drone della polizia municipale mi ha beccato e fotografato alla velocità della luce.
Nonostante tutto sono felice, ma non vi dirò dove e con chi vivo, ne tanto meno cos'altro vi aspetta.

Saluti.

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(15) Il meraviglioso minestrone

Ci sono alcuni scienziati vittime dell'ossessione di dover dare una spiegazione a tutto. Altri addirittura litigano da generazioni anche sulle semplici definizioni. La vita può essere ad esempio descritta come un sistema capace di autosostentarsi. E' un concetto che così espresso è troppo freddo. Non posso inoltre accettare che un fenomeno incredibile ed universale venga ridotto ad una pastrocchia dalle origini in parte ignote. Che nessuno si offenda se indosso per un attimo i panni di uno scienziato poco razionale, dicendo che su questo pianeta ci sono dei meravigliosi minestroni capaci di sconfinata forza vitale.

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(14) Memento

«Con il sudore della fronte ti guadagnerai il pane, finché non tornerai alla terra: perché polvere sei e polvere ritornerai». Così è scritto nel Libro della Genesi (3, 19). Ritengo sia un monito attuale se rivisto in chiave moderna. Oggi potrebbe essere riscritto in tal modo: "Dovrai lavorare fino a 70 anni, finché non tornerai alla terra: perché indebitato sei ed indebitato morirai".

Già perché viviamo in un continente demenziale per essere gentili. Mettiamo fossimo proprietari di tutta l'acqua che scorre nella nostra città. Le fonti sono gratuite ed i gestori la distribuiscono agli abitanti in base alle necessità. Nei periodi di siccità si farebbe ricorso alle riserve oppure si userebbero tecnologie per ricavare l'acqua potabile dal mare. In questo modo ci sarebbe un buon equilibrio e solo una gravissima crisi farebbe morire di sete i cittadini. Ora mettiamo che i gestori decidano di cedere ai privati la proprietà e la gestione delle fonti. Da quel momento l'acqua sarebbe a pagamento e per le richieste supplementari si dovrebbero pagare le eccedenze, anche indebitandosi. I cittadini dovrebbero lavorare di più per pagare il consumo d'acqua ed i debiti accumulati nelle passate siccità.

Domanda: si può essere più cretini in quello che potrebbe essere una sorta di suicidio socio-economico?
Risposta: tutto ciò può avvenire con la corruzione dei gestori a beneficio dei privati che con la proprietà dell'acqua avrebbero in mano la nostra vita ed il nostro futuro.

Ecco quindi la spiegazione banale ma terribilmente vera della realtà. Avevamo la nostra moneta ed in caso di bisogno si stampava creando debito 'fittizio' e regolandone la quantità per evitare eccessiva inflazione o deflazione. No, non andava bene perché la globalizzazione, ovvero il dominio di pochi sul mondo, necessitava di un'unica moneta e la relativa proprietà. Così un manipolo di politici e banchieri corrotti si son messi d'accordo spogliandoci della proprietà della moneta.

Cos'è successo di recente? Emergenza sanitaria, occorrono tanti finanziamenti, ergo nuovi debiti. Adesso in pubblicità vi dicono: ripartiamo!!! Io rispondo: cretini, abbiamo ceduto un altro pezzo della nostra anima a quei pochi che hanno in mano il nostro destino.

“Datemi il controllo sulla moneta di una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi”. Mayer Amschel Rothschild.

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(13) Distanziamento

Da mesi l'uso dell'espressione "distanziamento sociale" è diventato quasi un mantra. Distanziamento fa rima con condizionamento dal mio punto di vista, perché le conseguenze si faranno sentire per lungo tempo. I fatti dimostrano che le masse sono come sempre facilmente condizionabili. Nelle situazioni di emergenza ci si allontana e si cerca un nemico al quale attribuire le responsabilità di fatti incontrollabili e che rendono il futuro incerto.

Il distanziamento è una prigione perché l'uomo è un'animale sociale. “La felicità è autentica solo se condivisa” come si dice nel celebre film “Into the wild”. Peccato che noi, con o senza emergenze, andiamo nella direzione opposta e ci sentiamo sempre più smarriti nonostante la modernità ci offra sofisticati strumenti di comunicazione. Francamente sono rimasto disgustato dagli spot pubblicitari dove gli attori si mostrano felici dietro a degli schermi. Il distanziamento alimenta solitudine con buona gioia dei giganti come Amazon ed Alibaba.

Viviamo nella contraddizione guidati da un modello autodistruttivo nonostante abbiamo soltanto noi stessi. Si perché l'uomo vive su un pianeta prigioniero del distanziamento cosmico. Quanti esseri intelligenti, capaci di comunicare e di vivere nel progresso ci sono nell'universo? I complessi calcoli ipotizzano che ci sono circa 100 civiltà altamente progredite. Peccato che le distanze tra noi e loro sono immense. Ad esempio, la galassia più vicina alla nostra è Andromeda che dista 2,538 milioni di anni luce dalla Terra. E' pacifico che non si può viaggiare a velocità equivalenti o prossime della luce, ovvero 300.000 km al secondo. E quindi, come scriveva Isaac Asimov, la razza umana è come chiusa all'interno di una scatola ed anche se ci fosse un'altra civiltà, le distanze sono troppo grandi per viaggiare ma anche semplicemente per comunicare. Pronto ci sei?

In conclusione, se il cosmo è troppo grande, conviene eliminare o ridurre al minimo le distanze tra noi, altrimenti non un virus, ma ben altro ci farà sparire inghiottiti dall'infinito.

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(12) Scemo e più scemo

Innumerevoli sono gli studi sulla quantità e tipologia d'uso di internet su scala globale. Naturalmente è molto complicato generalizzare in quanto la diffusione della rete è piuttosto disomogenea. Non è ragionevole mettere sullo stesso piano un utente del Congo con uno della Norvegia. Mi limito pertanto ad evidenziare il caso italiano.
Si calcola che usiamo dispositivi collegati ad internet circa 6 ore al giorno. Si tratta di uso complessivo che include anche il traffico voce, ovvero le conversazioni telefoniche. Se concentriamo l'attenzione sulla fuffa, cioè ad esempio all'uso dei giochini, gruppi facebook e whatsapp, social in generale, ecco che la media è di 2 ore e mezza al giorno.
Ebbene si, mediamente un italiano trascorre oltre una giornata alla settimana a cazzeggiare su internet. Alcuni hanno provato a calcolare la quantità di libri e riviste che si potrebbero leggere in un anno se il tempo speso per il cazzeggio fosse usato per accrescere il proprio livello culturale.

Signore e signori, se ci sono più analfabeti funzionali e gente che beve tutte le fesserie che gli capitano sotto mano è anche colpa di internet e dei diabolici furbacchioni che sono pagati profumatamente per renderci schiavi di questi strumenti.

Global Digital Report 2019: https://bit.ly/2zMY7Cp

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(11) Rabbia e sfogo

Viviamo in una società piena di frustrati e delusi che alcuni definiscono sapientemente come gli sconfitti della globalizzazione e della modernità. Individui con basso livello culturale, arrabbiati con il 'sistema', quasi tutti nostalgici di estremismi nonostante non abbiamo mai letto un libro di storia. Questi personaggi sono sempre alla ricerca di motivi per scaricare i propri complessi d'inferiorità. Ed ecco che le vittime ideali possono essere il collega di lavoro capace, l'amico più intelligente, il fratello maggiore, il rivale in amore, la donna brutta o grassa ecc ecc. Ma il terreno ideale sono i social perché li non ci sono filtri e puoi dar sfogo a qualsiasi cosa ti passa per l'anticamera del cervello. Anche se dici una balla colossale, una cazzata o ti abbassi in giudizi da autentico sociopatico, trovi sempre altrettanti fessi pronti a darti ragione. Sono persone convinte di trasformare il brutto in bello, il nero in bianco, il cattivo in buono.
Non usando più i social sono poco informato sulle quotidiane forme di violenza se non in casi eclatanti. Ritengo che il metodo migliore sia di non parlarne o meglio non agitarsi troppo perché non serve a niente. Semmai sono problemi dell'autorità giudiziaria. La mia filosofia di vita si può sintetizzare con il termine di KARMA. Se fai del male prima o poi ti torna tutto indietro con gli interessi. E' solo questione di tempo e del darwniano processo di selezione naturale. Gli sconfitti della globalizzazione si estingueranno.

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Il paniere delle fonti: https://bit.ly/3a2a6bJ

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(10) Correlati e spiati

Numerosi studi dimostrano che gran parte dell'attività dei nostri smartphone non scaturisce dall'uso che ne facciamo ma dalle azioni di raccolta dati di colossi come Google, iPhone e Facebook. Mentre parliamo di fesserie o ci vantiamo di condividere solo frivolezze sui social, Google incorpora dati personali dei consumatori attraverso una molteplicità di punti di contatto.

Dai vostri telefoni Google acquisisce informazioni di vario tipo circa 340 volte durante un periodo di 24 ore o ad una media di 14 comunicazioni di dati all'ora. Questi contatti sono inferiori ma non meno significativi se usate un iPhone.

Vi piacciono i giochini sul telefono vero? Fate tante ricerche con Google? Google ha la capacità di associare dati anonimi raccolti attraverso mezzi apparentemente passivi o innocui alle informazioni personali dell'utente. Tale associazione, meglio nota come correlation, avviene principalmente attraverso tecnologie pubblicitarie, molte delle quali controllate da Google stesso. Le pubblicità infilate nelle app dei giochini e nei siti internet di terzi possono essere associate alla reale identità di un utente grazie proprio alla correlazione di queste informazioni. Le pubblicità che ogni tanto interrompono i giochini o riempiono le pagine di molti quotidiani online servono anche a questo scopo.

E' ampiamente dimostrato che Google raccoglie dati ed i vostri spostamenti anche se avete disattivato la geolocalizzazione. In teoria è possibile impedirlo, ma occorre destreggiarsi nei meandri delle impostazioni del telefono e controllare minuziosamente tutte le opzioni di tutte le app installate. Non lo fa nessuno per mancanza di competenze, pazienza o tempo.

Che fare?

Beh, evito di dirvi di fare come me, ovvero valutare l'installazione di un sistema operativo alternativo sul telefono, totalmente sganciato da Google, Apple e compari. Ancora non l'ho fatto ma ci sto studiando e tra qualche tempo sparirò anche da Whatsapp e chi vorrà messaggiarmi, che gli piaccia o no, dovrà installare Signal o qualcosa di simile.

Nel frattempo vi consiglio quanto segue:

  • Installare il minor numero possibile di App, cioè solo quelle che ritenete siano strettamente necessarie. Tutte le altre disinstallatele, incluse quelle preconfezionate (alcune si possono solo disattivare);

  • Quando fate qualche giochino o sfogliate compulsivamente Instagram, siate consapevoli che state consegnando tonnellate d'informazioni. Del resto basta guardare l'aumento del consumo della batteria.

  • Toglietevi da Facebook, Instagram e Twitter. Non potete altrimenti la suocera, il cognato, il cugino o la sorella si offendono? Fatti vostri, io più di consigliarvelo non posso fare.

Se, come da punto precedente, non potete togliervi da Facebook perché per voi è vitale, vi riporto alcuni consigli non necessariamente miei:

  • Mettete negli amici solo persone con le quali pensate di avere un buon rapporto.
  • Non indicate MAI nel profilo per chi lavorate a meno di avere delle valide motivazioni.
  • Non inserire numeri di telefono, indirizzi eMail e profili di altri social.
  • Rendere visibili solo a se stessi: lista degli amici, pagine seguite o che vi piacciono.
  • Non mettere tra gli amici: ex fidanzati\e, ex mogli\mariti, colleghi di lavoro o altri potenziali ficcanaso. Perché tra gli spioni non c'è soltanto Google ma anche presunti 'amici' che vogliono solo farsi i fatti vostri.

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(9) Reddito universale, questo sconosciuto.

Ciclicamente si ripropone il tema del 'reddito universale' e come consuetudine, in tanti si riempiono la bocca di bei termini senza sapere nemmeno di cosa si sta parlando. Da anni i principali partiti politici e movimenti europei si danno il turno nel proporre e riproporre questo argomento. Peccato che tutto quello che è stato detto o sperimentato non ha nulla a che vedere con il reddito universale. In vari paesi, hanno corrisposto, ed in alcuni casi continuano a farlo, somme di danaro a determinate condizioni e solo per un cerchia ristretta di cittadini. Hanno condotto sperimentazioni o si elargiscono sporadicamente sussidi a fondo perduto. Si tratta quindi di effetti speciali con forti connotazioni politiche, meglio note come forme alternative per guadagnare consensi elettorali e non certo per risolvere il problema della povertà e disuguaglianza sociale.

Per scrivere questo post non ho dovuto documentarmi e vado di getto perché mi occupo di tecnologia. Insomma conosco la storia e quello che sarà il finale anche se non potrò vederlo perché bisogna attendere molti anni. Leggete fino in fondo e capirete il motivo.

Nessuno Stato dell'Unione Europea potrà mai applicare il vero 'reddito universale', o meglio quel reddito corrisposto a tutti i cittadini, senza alcuna distinzione, e sufficiente all'acquisto di beni e servizi essenziali. Il reddito universale avrebbe il compito di contribuire alla vita e sostentamento degli individui.

Il presupposto del reddito universale è la sovranità monetaria che noi non abbiamo. Gli Stati europei, senza chiederci il permesso, hanno ceduto la sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea, che crea soldi per prestarli e non regalarli. In altre parole, il Governo Italiano per accreditare tale reddito sui nostri conti, dovrebbe indebitarsi perché non può 'stampare' una propria moneta (la famosa lira, do you remember??). Orbene, quello di cui si parla è fuffa.

Mancano inoltre una serie di presupposti e prerequisiti che vi elenco:

  • Sovranità monetaria
  • Moneta SOLO elettronica
  • Catalogo mondiale o almeno continentale dei beni e servizi essenziali

Della sovranità monetaria ho già parlato e passerò direttamente agli altri due punti. Per essere certi che il reddito universale sia usato solo per l'acquisto di beni e servizi 'fondamentali', occorre il pieno controllo delle transazioni e ciò può avvenire eliminando del tutto la moneta cartacea. Poi, come fare che la somma accreditatami venga usata solo per l'acquisto di beni e servizi di ben precise categorie? Occorre un unico archivio elettronico e centralizzato!

Al momento nessun governo al mondo è in grado nemmeno di progettare qualcosa del genere. Ci dovrebbe essere una procedura che verifica ogni nuovo prodotto da immettere sul mercato affinché rientri nel catalogo. Un casino. Allora, un domani chi potrà avere tutte le carte in regola per fornire un servizio di questo tipo? Amazon ad esempio!!! Il colosso del commercio di Jeff Bezos, potrà accreditare un cifra mensile nei profili e mettere a disposizione il catalogo dei prodotti 'essenziali'. Naturalmente Amazon chiederà qualcosa in cambio ai Governi, ovvero che tutti i cittadini abbiano un account sul sito ed il conseguente monopolio della logistica nonché della catalogazione di prodotti e servizi.

In futuro le cose potrebbero andare diversamente, ma è certo che il reddito universale sarà strettamente legato alla moneta elettronica, all'imponente profilazione degli individui e ad un uso massivo delle intelligenze artificiali.

Perché un domani lavorare sarà un privilegio per pochi.

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(8) L'automazione ai tempi del corona virus.

Nel nostro tempo ed in situazioni di emergenza, il ricorso all'automazione ed alla raccolta dati viene sempre pubblicizzata come doverosa, necessaria e benefica. Ciò contrasta con l'opinione di Adolf Hitler, il quale aveva capito che possedere ed elaborare informazioni poteva conferire un grande potere. Non a caso il Reich aveva il compito di raccogliere il maggior numero di dati possibili e su qualsiasi argomento. Oggi Google, Facebook e compari, si mostrano ben disponibili a fornire un apporto in questa emergenza sanitaria, guarda caso sempre con la raccolta massiccia d'informazioni sulla popolazione. I sistemi operativi dei telefoni cellulari saranno modificati opportunamente per leggere dati di vario tipo ma nel rispetto della privacy. Certo come no.
La crisi in generale porta a giustificare cambiamenti in numerosi settori, in contesti lavorativi se non addirittura sociali. Le aziende ora, soprattutto quelle medio-grandi, hanno un motivo in più per ridimensionarsi ed investire massicciamente sull'automazione ed intelligenze artificiali, meglio note come: macchine che autoapprendono. Non è fantascienza ma realtà. Il mio compito è raccogliere, riorganizzare, accumulare, controllare ed automatizzare. Ho la fortuna di far parte di una elite di professionalità, oggi indispensabili e forse anche domani, ma nel frattempo vedo una distruzione intorno a me più devastante del Covid-19.

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(7) Buona Pasqua caro razzista

Oggi vorrei dedicare un pensiero, anzi desidero fare un regalo a coloro che credono di essere 'superiori'. Circa due milioni di anni fa un essere chiamato Homo viveva in Africa. Il tempo passa per tutti ed anche per lui. Decine di migliaia di anni con altrettanti figli e figli di figli. L'essere inizia a cambiare ed a spostarsi alla ricerca di cibo fino a diventare un Homo Sapiens. In pratica aveva un bel testone e le mani. Al tipo gli piace viaggiare e così con donne e fanciulli, circa 60.000 anni fa, esce dall'Africa. Alcune comitive vanno verso l'Asia ed altre in direzione dell'Europa. Questi ultimi incontrano altri esseri chiamati Neanderthal. Evidentemente si sono piaciuti e dalle loro unioni siamo nati noi, te compreso.
Pertanto caro razzista, vorrei farti questo incredibile dono: anche tu sei africano! Sconvolto? Mi spiace, non è più teoria ma certezza assoluta grazie ai reperti fossili ed agli studi genetici. Siamo tutti uguali e le differenze sono soltanto estetiche per i progressivi adattamenti ambientali, ma nella sostanza siamo fatti con lo stesso stampo.
Caro razzista, pensa a tutti i deliri di cui siamo responsabili: dalla schiavitù dei neri alla deportazione degli ebrei. Dai barconi di gente che dovrebbe stare a casa propria ai napoletani che non hanno voglia di fare niente dalla mattina alla sera perché sono meridionali. Dall'invasione di un territorio ai danni dei locali (che chiamano la scoperta dell'America) alla suddivisione del pianeta in Stati.
Adesso ti lascio tranquillo alla tua mangiata pasquale in quarantena e prova a riflettere su queste poche righe. Lascia perdere i post sui social di Salvini e nostalgici di estrema destra e magari leggi qualcosa che ti propongo qui in basso. Un caro saluto da un terrone.

Extra

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(6) Hyperloop

Questa mattina sono passato all'edicola vicino casa. Tranquilli non ho violato la quarantena. Ho chiesto al giornalaio l'ultimo numero di una rivista che acquisto poche occasioni all'anno. Si tratta di un periodico su vari argomenti, spesso impegnativi. L'edicolante mi ha guardato come se fossi stato un alieno subito dopo avermi risposto con un laconico "Non ce l'ho" mentre era col volto semicoperto da una mascherina color verde speranza sbiadita.
Fino a non molti anni fa i giornalai erano letteralmente seppelliti di quotidiani, riviste, libri e videocassette. Adesso sembrano prigionieri in scatole vuote in attesa di essere chiuse per sempre.
Internet ha cambiato l'editoria e mi è venuto in mente un articolo che ho letto pochi giorni fa in cui uno degli editorialisti del New York Times si diceva preoccupato del grande successo digitale della testata. Sembra strano manifestare preoccupazione per una vittoria. Il NYT ha 5 milioni di abbonati (digitali) e sta divorando la concorrenza. E quando nell'informazione non hai abbastanza concorrenti può essere pericoloso. Pagare per leggere un giornale online? Si e abituatevi a farlo perché ciò che è totalmente finanziato dalla pubblicità è meno attendibile di quello che vi chiede 5 o 10 euro al mese. E poi se come me non siete bravi con l'inglese, il traduttore di Google aiuta molto perché non è più demenziale come una volta.
Per come la vedo io l'accesso alla rete e l'uso compulsivo degli smartphone sta facendo a pezzi il senso critico e la capacità di saper scegliere le giuste fonti. Diciamolo, i telefonini ci stanno facendo rincoglionire tutti o quasi. Leggo con insistenza che questa quarantena è una buona occasione per leggere. Non credo, anzi i molti se ne staranno ore sul divano a strimpellare su Instagram o in interminabili videochiamate su whatsapp ad interrogare il proprio interlocutore sulle vicende personali. Altri sostengono che lo stare a casa (forzatamente aggiungo io) è come un ritorno a casa, in quanto non abbiamo mai abbastanza tempo o il miglior approccio mentale per potercela godere. Tutto vero per carità, ma questa presunta piacevole situazione nel medio termine non compensa l'impossibilità di trascorrere parte del tempo libero in altri luoghi e situazioni. Come la mettiamo se le persone che amiamo non vivono nella nostra stessa casa?
Mentre si discute su quanto ammonterà il debito che dobbiamo fare per sostenere questa disastrosa crisi sanitaria, economica e sociale, ci sono altri che si stanno riorganizzando. Ritengo che il cambiamento più importante sarà un'ulteriore accelerazione della digitalizzazione con conseguenze epocali e potenzialmente più dannose del Covid-19. Usando una metafora, è come salire a bordo di un treno iperveloce che farà capolinea in una società diversa, sorprendente e sconvolgente. Questa figura retorica mi fa venire in mente l'hyperloop di Elon Musk, il treno che viaggiando in un tubo potrà ad esempio farci andare da Milano a Roma in 30 minuti. Però mi chiedo in quanti potranno permettersi di acquistare un biglietto se la società sarà automatizzata? Chissà.

Extra

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(5) Mikael, perchè?

Il nome di questo spazio online trae ispirazione dal noto San Michele Arcangelo, il capo dell’esercito del Signore (Dio). Parliamo di una figura mistica che fa parte del gruppo dei sette arcangeli. E' inutile dire che non ci sono prove della loro esistenza, anche se nei secoli si sono susseguite persone che hanno affermato di averli visti o sentiti in stato di estasi, sogni o perché sofferenti.
Michele Arcangelo, che dovrebbe essere il più bello, forte e fiero, pare non abbia sempre modi molto gentili. Si afferma che abbia inferto colpi anche violenti verso devoti non sufficientemente ubbidienti.
Addirittura tra IV e VI secolo la Chiesa li ha degradati ponendoli dal cospetto di Dio al penultimo grado angelico, di poco sopra i semplici custodi. Non oso pensare l'incazzatura di questi soldati alati.
La Chiesa Cattolica con spirito di diplomazia, ha deciso di ammettere nel culto soltanto tre angeli: Michele, Gabriele e Raffaele. Gli altri? Beh, non è il caso, almeno così dicono.
Ma allora perché chiamare questo blog col nome di un essere frutto dell'umana fantasia? Semplicemente perché mi hanno sempre attratto le figure carismatiche, i paladini della giustizia e della verità. San Michele: il superman mistico.

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