Qualche Considerazione sulle Comunali Vicentine 2023

Da tempo non mi interesso di politica, ovvero, per essere più precisi, non mi interessa la politica italiana in quanto tale. Le ragioni sono tante, troppe per poterle elencare.

Tuttavia qualche parola sulle prossime elezioni per il rinnovo della giunta vicentina mi sento di dirle, anche solo per fare un po' il punto della situazione rispetto a quel 2018 che mi ha visto, ovviamente in via marginale, co-protagonista. Ho detto "marginale", perché all'epoca fui tirato per la giacca da una forza troppo estrema e inattuale per mirare a qualcosa di concreto, e dalla quale mi sono totalmente dissociato; ma tale espressione, in fondo, non è neppure molto esatta, visto che immediatamente dopo i due big dell'agone elettorale, sul podio compare, per quanto distanziato, proprio il mio nome; ossia il nome di una persona praticamente sconosciuta a Vicenza, che aveva puntato tutto su di sé e sulla sua dialettica.

Detto questo, è abbastanza chiaro che, anche in ragione degli equilibri nazionali evidentemente spostati lungo l'asse del centrodestra, il favorito sembrerebbe proprio l'uscente Francesco Rucco, sindaco in fondo molto moderato e neutrale, che ha retto la città in un periodo certamente non semplice, visto l'ampio biennio di pandemia.

Ma è esattamente così? Rucco ha effettivamente la vittoria in tasca?

A mio avviso no, per le ragioni che cercherò di spiegare, che sono almeno tre.

Prima ragione: per un pugno di centesimi

Più volte ho detto, e qui giova ribadirlo, che la vittoria di Rucco al primo turno nel 2018 non è stata assolutamente un plebiscito, visto che la soglia del 50% è stata superata di appena una sessantina di centesimi. Di contro, l'avversario Dalla Rosa ha certamente perso, ma non ha assolutamente stra-perso, avendo raggiunto ben il 45,86% di preferenze.

Un pizzico di voti in meno avrebbe certamente portato al ballottaggio, ed è evidente che, a meno di sfumature, su cento vicentini presi a caso sbagliamo di poco se diciamo che cinquanta sono di destra e cinquanta di sinistra.

Ora, è chiaro che gli scenari variano nel corso del tempo. Ma, qualora la configurazione sia la stessa, è evidente che Rucco dovrà questa volta fare i conti con la necessità di avere un margine maggiore, visto che un eventuale ballottaggio con Possamai potrebbe agevolmente tradursi in un ribaltamento di qualsiasi risultato pregresso.

Seconda ragione: nomi illustri che sottraggono voti

Francesco Rucco, per quanto chiaramente espressione del centrodestra, è stato presentato come "candidato civico", appoggiato da numerose liste che oggi come oggi (anche per ragioni che spiegherò più avanti) non sembrano essere tornate all'appello. Il nome che in assoluto spicca è quello del discusso, ma amatissimo e "veterano" Claudio Cicero, che questa volta corre da solo per lo scranno di Palazzo Trissino.

Per quanto ogni immaginabile ballottaggio possa essere solo tra Rucco e Possamai, è evidente che il ruolo di una civica come appunto quella a sostegno di Cicero (Impegno a 360 Gradi) possa essere pesantemente destabilizzante. Cosa potrebbe chiedere Cicero in cambio di un eventuale endorsement a Rucco nel secondo turno? Come minimo una carica di vicesindaco (ricordiamo la tattica che fu del furbo Lorenzoni a Padova, durante la prima elezione di Giordani contro l'uscente leghista Bitonci).

Accanto a questa dinamica in qualche modo interna al centrodestra, c'è anche da dire che in questa tornata elettorale potrebbe tornare in gioco, con effetto ulteriormente destabilizzante, l'allora escluso Movimento 5 Stelle, che di certo qui in Veneto non è mai stato fortissimo, ma che risulta comunque un partito di portata nazionale, presente in Parlamento con un numero considerevole di parlamentari.

Terza ragione: i nemici

A volte, si sa, vale il principio secondo il quale il nemico del mio nemico è indirettamente mio amico.

Il fatto è che in questi anni Rucco si è fatto molti nemici all'interno della sua stessa compagine di sostenitori, compreso lo stesso Claudio Cicero che oggi appunto compete contro di lui.

Soppesando il tutto alla luce di quest'ultima variabile, è chiaro che la costellazione di civiche a favore di Rucco risulta pesantemente compromessa e indebolita, ovvero poco adatta a sostenere il ridotto margine di distacco dal centrosinistra.

Conclusioni

Riassumendo tutte le dinamiche in gioco (che, intendiamoci, in corso d'opera potrebbero certamente semplificarsi, ma anche complicarsi) appaiono secondo me chiari i seguenti punti fondamentali:

  1. L'ipotesi di ballottaggio è tutt'altro che remota, e risulta favorita dalla presenza di fattori che possono diminuire di vari punti percentuali i voti di Rucco.

  2. In caso di ballottaggio, potrebbe vincere direttamente Possamai, anche per tacite vendette interne al centrodestra contro Rucco.

  3. In caso di ballottaggio, la vittoria di Rucco sarebbe molto probabilmente affiancata da un contratto con Cicero per la spartizione delle cariche.

  4. In assenza di ballottaggio, non è detto che vinca Rucco.

In ogni caso, un fatto è assolutamente certo: le elezioni comunali 2023 a Vicenza saranno certamente il teatro di uno scontro ben lontano dall'essere scontato.


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