Retrocarica

Fa più danni un Krupp da 75 mm o una penna a retrocarica? Carnage face-off: Krupp 75mm or breech-loading pen?

Realismo pessimista 3 / Realistic pessimism 3

by Rothaimer Vivo in un incubo. Morirò nella realtà. * Capisco la body positivity, ma quando mi vedo allo specchio il mio sguardo è avvolto dal grasso: vorrei solo squartarmi, sacrificarmi svuotare queste viscere malate e marce. * Vomitare: la mia attitudine al reale. * Tutti ciò che entra, dovrà uscire. Dalla bocca s’allaga il vomito. Il corpo è un tubo che macina e macina senza dignità. * Chi non è morto deve affrontare la più atavica delle tare: la vita * La luna sarà il nostro...
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Cose minime/Small things

di Pietro da Morrone In uno dei dialoghi filosofici, Giordano Bruno dice che "cose minime son semi di cose grande et eccellenti", che "in tutte parti è da mietere, e da dissotterar cose di non mediocre importanza, e forse più là dove meno appare". Stanotte ho visto il primo corto (circa venti minuti in tutto) di una serie prodotta da "OATS Studios", e diretta da Neill Blomkamp. Fa parte di una serie di corti sperimentali, che quindi dovrebbero puntare sull'innovazione, sulla generazione di nuo...
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La lettura contribuisce a ridurre il Tartaro/Reading can prevent Tartarus formation

di Pietro da Morrone "Contribuisce a ridurre il tartaro". Classico slogan per dentifrici o per gomme da masticare dental-friendly. Oggi mi è capitato di sfuggita sotto gli occhi, mentre masticavo una Vigorsol. Ho riflettuto sulla parola tartaro, anzi Tartaro, la parte dell'Ade riservata ai morti "non umani", i titani, i mostri mitici. Ho avuto la fortuna di conoscere questa parola prima di andare dal dentista. Se avessi aperto per la prima volta il libro di mitologia greca dopo un'otturazione ...
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Realismo pessimista 2/Realistic pessimism 2

di Roithamer In ricordo del 25 luglio 2017 Il primo anno parlavo coi morti. Il secondo anno ero convinto fosse giunto il momento di parlare con Dio. Ma fu proprio allora che iniziai a ritirarmi dall’aldilà. Il terzo anno i morti non ti parlano più. Dio ritorna a essere l’Idea. Da lì in poi, vivi nell’oblio, anticipazione del tuo abisso. Ecco perché non ti parlo più, Padre Mio. Si è schiarita la nebbia, ora vedo il paesaggio: distesa di rocce. Le radiazioni solari colpiscono i miei sensi...
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Vivere per sempre/Living forever

di Pietro da Morrone Stamattina rileggevo l'epigrafe di Waste Land di Thomas Eliot, tratta dal Satyricon di Petronio, sul destino tragico della sibilla cumana, che aveva ottenuto da Apollo l'immortalità ma non l'eterna gioventù e per questo chiedeva di morire: Del resto la Sibilla a Cuma, l'ho vista anch'io con questi miei occhi dondolarsi rinchiusa dentro un'ampolla, e quando i fanciulli le chiedevano "Sibilla che vuoi?", quella rispondeva "Voglio morire"." Ho trovato un collegamento con ...
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Entropia da supermarket/Supermarket entropy

di Pietro da Morrone Oggi, mentre facevo la spesa al supermercato, ho fissato un bambino che giocava con un cestino della spesa, uno di quelli con le rotelle, una via di mezzo tra un classico carrello con telaio di metallo e un micro-cestino con maniglia. Il supermercato era pieno di gente e quello era l'unico cestino disponibile. Il bambino ci giocava parlando da solo. Per lui si trattava di un cargo che gli serviva per spostare degli astronauti verso una piattaforma di lancio. Poi entra un uo...
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Amate la vostra fine come voi stessi/Love your demise as yourself

di Pietro da Morrone Bruciate le parole dei falsi profeti. Non vi salverete purgando l’oro nel fuoco, poiché è sterile e muto. La tentazione di fondere questa tavola sarà forte, l’unica profezia, vera ma debole di promesse. Fuggite dai seduttori. Autentico profeta è chi è stato, chi è già venuto, chi ha ormai dietro di sé il suo avanti: noi aspettiamo la fine, ormai vicina, l’ultima, quella della nostra specie, la civiltà più antica del cosmo. Rarefatti, quasi immateriali, non potreste percepir...
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Realismo pessimista / Realistic pessimism

di Roithamer “Il tuo pessimismo mi fa paura” cit. Mi stupisco perché il mondo c’è. Ogni mattina, quando non sono ancora lucido, e risalgo dal limbo neurocerebrale, realizzo l’esistenza, la mia esistenza, la stanza, il letto, il materasso, il cuscino sul quale poggia la mia testa, la mia testa, i miei capelli, i miei occhi e il mondo, tutto il mondo che si svela intorno e dentro di me. Il mondo è l’inatteso, è l’ospite crudele, mi procura angoscia e svenimento. Non posso concepire di vivere ...
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